Quando si parla di isteroscopia, si fa riferimento a una procedura di carattere endoscopico che offre la possibilità di svolgere un’approfondita osservazione della parte interna dell’utero. Grazie a questo esame, quindi, gli specialisti medici hanno la possibilità di effettuare delle diagnosi e cercare di intervenire per la cura di patologie che vanno a colpire la cavità uterina, sia alla cervice che al corpo.
Come viene svolta l’isteroscopia?
Prima di tutto, è giusto mettere in evidenza come non tutte le strutture ospedaliere svolgono questo esame. Ad esempio, scopri le curiosità di cuneodice.it, in cui si parla anche dell’acquisto, finanziato dalla Fondazione Bcc Pianfei e Rocca de’ Baldi, di due nuovi isteroscopi all’ospedale di Mondovì. Insomma, si tratta di un macchinario che non c’è dappertutto, ma in generale questa visita viene svolta in regime ambulatoriale oppure di day surgery.
L’esame prevede di inserire, senza che venga usato lo speculum, all’interno della vagina l’isteroscopio, che è uno strumento particolarmente sottile che consta di una telecamera di ridotte dimensioni, ma è dotato pure di una specifica luce posta proprio all’estremità. Ebbene, l’isteroscopio arriva fino all’utero, ma solo dopo che le pareti dell’organo sono state adeguatamente rilassate usando del gas (si tratta di anidride carbonica) oppure anche con del liquido (che di solito corrisponde alla soluzione fisiologica).
Le varie tipologie di isteroscopio
Questo strumento può essere usato in due versioni differenti, ovvero in forma flessibile e oppure rigida. È chiaro che gli isteroscopi rigidi sono anche quelli che provocano un po’ più dolore nel momento in cui vengono inseriti, però d’altro canto sono fondamentali nel caso in cui ci fosse la necessità di svolgere delle procedure operative. Gli isteroscopi flessibili, invece, causano certamente meno dolore alle pazienti in confronto agli isteroscopi rigidi, ma va detto che sono in grado di garantire delle immagini caratterizzate da una qualità più bassa, ottenibili con tempistiche anche meno veloci, rispetto ai modelli rigidi.
Perché serve svolgere l’isteroscopia
Ci si chiede quali patologie possono comportare la necessità di svolgere un siffatto esame. Ebbene, di solito viene suggerita l’isteroscopia per individuare la causa di un sintomo che insorge piuttosto di frequente, ovvero il sanguinamento uterino anomalo, che si può verificare soprattutto nelle donne che si trovano in età fertile e, in modo particolare, tra quelle che sono in menopausa.
L’isteroscopia offre la possibilità di effettuare diagnosi piuttosto precise in merito a patologie come le malformazioni dell’utero, ma anche eventualmente dare riscontro circa la presenza di aderenze, così come polipi, fibromi e di tumori che hanno colpito l’utero. Non solo, dal momento che questo esame può essere suggerito anche quando è necessario indagare circa le motivazioni di una situazione di infertilità. Stesso discorso quando serve capire quali siano le motivazioni legate a degli aborti spontanei ricorrenti, oppure quando c’è la necessità di accertare la presenza di un’anomalia congenita che ha colpito l’utero oppure cosa ha portato alla formazione di un carcinoma endometriale.
Nel corso dell’esame, ecco che si esegue il prelievo di campioni di tessuto che dovranno poi essere oggetto di un’apposita analisi in laboratorio, con specifico esame istologico. Va messo in evidenza come l’isteroscopia è uno di quegli esami che di solito sono consigliati per poter inquadrare la situazione di una paziente che non riesce ad avere figli. In quest’ultimo caso, ecco che l’isteroscopia può essere effettuata anche direttamente in ambulatorio, senza che si debba organizzare il ricovero della paziente.
Durante l’esame, quando si fa in ospedale e in day-surgery, si può decidere di realizzare dei micro interventi chirurgici. Nello specifico, si può trattare dell’asportazione di polipi oppure di fibromi di ridotte dimensioni, a maggior ragione se sono peduncolati, oppure si può anche provvedere alla correzione di eventuali leggere malformazioni dell’utero.